Tra le articolazioni delle nostre braccia una lotta senza fine alla tristezza comprando dei soprammobili colorati. scrivi che ti ritrovi ancora tra gli scatoloni, tanto prima o poi moriremo ci dicevamo ridendo. Sventolano
dei fazzoletti bianchi dalle finestre quando passiamo, per salutarci o perché si arrendono.
E le foglie ti si posano sul cuscino, una specie cimitero fra i capelli. La calvizie di alcuni alberi.Una fiaba al contrario, una specie di urlo represso e esploso dentro al petto. E siamo tutti felici e morenti fra le braccia gelide di quest’inverno. Questa specie di silenzio che mi circonda. che non finirà mai come il tuo maglione rosso di dieci anni fa. E i sassi tirati dai cavalcavia sulle autostrade fra i nostri cuori, fra le lenzuola arruffate , nei tuoi occhi blu, come se nel letto potessimo affogare tristi e sorridenti, come se le tue gambe potessero morire di me. I tuoi capelli, sparsi e dispersi fra le mie dita.
Già..
(Fonte: verenaandrea)
Salutami il tuo cuore che sta a 20 chilometri da qui, che ti amavo da morire ma dicevi di volermi vivo. E per questo te ne sei andata.
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E avremmo ascoltato la terra
Per sentire la calma
Per sentire le tue parole
Che ci lanciavi da lontano,
Mamma e gli aerei sopra di noi.
Un po’ di silenzio fra il mio cuore e il cielo
Vi prego
Voglio solo dormire insieme a te.
Chissà che cazzo guarda la gente nel nostro cuore
Nelle nostre vetrine sentimentali
Nei nostri saldi emozionali
Come se per noi fosse gratis scopare in un parcheggio non a pagamento
O schiantarsi contro l’orizzonte
Sporcandosi di sogni e di vernice.
E ti avrei promesso altre mille bugie se solo mi avessi ascoltato
Se almeno mi avessi dato il tempo di scriverti a penna sulle mie costole.